Alfa Romeo Stelvio, primo contatto: come te non c’è nessuno

Se non fosse per le linee da Suv, la nuova Alfa potrebbe essere scambiata per una berlina sportiva. Al lancio il 2.0 turbo benzina da 280 cv e il 2.2 turbodiesel da 210 cv

L’attesa è finita, ma sarebbe meglio dire è appena iniziata. Perché dopo aver saggiato su strada le doti di Alfa Romeo Stelvio nelle sue varianti “normali”, la voglia di salire a bordo della prossima versione Quadrifoglio è diventata irrefrenabile. E se a Giulia è stato demandato il compito di aprire la strada al futuro del brand FCA, a Stelvio spetta il compito di consolidarlo. In modo tale che tutto quello di cui si è discusso in questi mesi, dalla Giulia wagon a quella Sprint, possa, perché no, diventare realtà.

Ma di Stelvio si parla e di Stelvio vogliamo raccontare. Realizzata sul pianale Giorgio, limitarsi a dire che si tratti semplicemente di un’esercizio tecnico in cui è stata alzata l’altezza da terra sarebbe riduttivo. Le specifiche sono ovviamente condivise con la berlina, ma sono state adattate e configurate per soddisfare le esigenze di un Suv…ma un Suv Alfa Romeo. Un’affermazione che la dice molto sul potenziale della vettura una volta in strada. Perché proprio come è stato per Giulia, anche Stelvio fa dell’handling, ossia della maneggevolezza tra le curve, il suo punto di forza. Una considerazione che alla prova su strada trova solo conferme. L’architettura delle sospensioni è rimasta la stessa, quadrilatero alto all’anteriore e multilink al posteriore. Ma, nel caso dell’avantreno, l’attacco dei montanti è stato modificato. Senza contare che sia aumentata l’escursione delle sospensioni, ma senza per questo incidere sull’efficacia dell’assetto.

Il caratteristico albero di trasmissione in carbonio è una garanzia pure su Stelvio, così come la trazione integrale Q4, che riprende in toto i requisiti promossi dal modello Giulia. Sistema Q4 che, in un secondo momento, lascerà spazio anche a quello Q2, riservato alla futura versione a trazione posteriore, equipaggiata con il motore 2.2 turbodiesel da 180 cv; che rappresenterà l’entry level della gamma. Gamma che oggi apre i battenti con le motorizzazioni di punta della nuova famiglia Alfa Romeo. Unità interamente in alluminio, declinate nel formato benzina 2.0 turbo da 280 cavalli e turbodiesel 2.2 da 210 cavalli. La presenza del solo cambio automatico a 8 rapporti è un atto dovuto. Il celebre componente ZF è certamente uno dei migliori sistemi attualmente in circolazione. In grado di assecondare sia gli amanti della guida sportiva, sia coloro che preferiscono un modus più rilassato.

Di Quadrifoglio abbiamo fatto solo un cenno, perché pur essendo la prima ad essere stata presentata, sarà l’ultima a debuttare. Quella che dovrà “connettere” i 510 cavalli di potenza del generoso 2.9 V6 alla trazione integrale Q4. Il lavoro di sviluppo è terminato, ma ci sono ancora dei punti da risolvere, come il fatto di rendere completamente disattivabile il controllo della stabilità, come già avviene su Giulia.

Potenzialmente, al divertimento su strada, potrebbero essere più che sufficienti le due versioni disponibili a listino. Il turbo benzina ha un tiro assimilabile a quello di un motore sovralimentato a gasolio. I 400 Nm di coppia motrice, sono infatti disponibili a partire da 2250 giri/min. Un dato che, all’atto pratico, si traduce in una spinta percepita sino ai 5000 giri/min. Poche le differenze, a livello di sensazioni di guida, con il più parsimonioso 2.2 turbodiesel. In questo caso i 470 Nm di coppia cominciano a scalciare a partire dalla quota dei 1750 giri/min. Numeri a parte, ciò che lascia basiti al volante di Stelvio, benzina o diesel che sia, è la precisione dello sterzo. Così diretto e coinvolgente, da consentire di guidare la vettura in punta di dita. Nonostante il baricentro più alto rispetto a Giulia, i movimenti del corpo vettura sono ridotti ai minimi termini, e la definizione di vettura sportiva mai fu più azzeccata riferendosi ad un Suv. Sempre sui binari l’Alfa Stelvio, ma non in modo austero e asettico come certe tedesche, con il sistema Q4 che punta tutto sul posteriore per essere il più veloci possibili sia in ingresso che in uscita di curva. Bastano pochi metri per dimenticarsi di essere a bordo di una vettura a “ruote alte”, concentrandosi solo sul piacere di guida. Un dato più che sufficiente per perdonarle tutte quelle imperfezioni che oggi presenta il sistema d’infotainment.

La nuova Alfa Romeo Stelvio, oltre alla versione First Edition, sarà coniugata in tre allestimenti: Business (solo 2.2 turbodiesel), Super ed Executive (soltanto a gasolio). I prezzi partono da 50.800 euro.

Fonte: Auto.it

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