Dalla carta al computer: l’invio delle multe stradali via PEC

La notificazione delle multe stradali via PEC (Posta Elettronica Certificata) è l’ultima frontiera nel rinnovamento delle procedure in atto collegato alla crescente applicazione delle tecnologie digitali alla gestione amministrativa.

Il provvedimento è stato introdotto dal Decreto 18/12/2017 del Ministero dell’Interno e reso operativo grazie alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Vediamo punto per punto i principali contenuti di novità del documento indicato come “Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata“.

MULTE VIA PEC: OGGETTO DEL DECRETO MINISTERIALE

Dopo aver illustrato all’art. 1 il significato di alcune espressioni utilizzate all’interno del testi in esame, si entra subito nel “cuore” della materia, precisando che “il presente decreto si applica al procedimento di notificazione dei verbali di contestazione, redatti dagli organi di polizia stradale, di cui all’art. 12 del Codice della Strada, a seguito dell’accertamento di violazioni del Codice della Strada“.

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Il riferimento all’art. 12 del Codice della Strada serve a circoscrivere le figure professionali che sono autorizzate a prevenire/accertare il verificarsi di un’infrazione, nonché a tutelare/controllare che vi sia un corretto uso delle strade.
MULTE VIA PEC: COME SARANNO ACQUISITI GLI INDIRIZZI?

Nell’art. 3 il Decreto ministeriale distingue tra due categorie di destinatari per l’invio della comunicazione attraverso il sistema della Posta Elettronica Certificata.

Da un lato troviamo “colui che ha commesso la violazione“, ma solo nel caso in cui sia stato “fermato ed identificato al momento dell’accertamento dell’illecito ed abbia fornito un valido indirizzo PEC, ovvero abbia un domicilio digitale“.

Dall’altro, il “proprietario del veicolo con il quale è stata commessa la violazione, ovvero di un altro soggetto obbligato in solido con l’autore della violazione” (il riferimento è al “principio di solidarietà” di cui all’art. 196 del Codice della Strada).

Deve però aver fornito agli organi di polizia procedenti un proprio indirizzo PEC al momento della contestazione o la sua casella di posta deve poter essere rintracciabile “nei pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni elttroniche“.
MULTE VIA PEC: LA DOCUMENTAZIONE CONTENUTA

L’art. 4 del decreto indica gli allegati presenti nella comunicazione telematica. Si tratterà di una relazione di notificazione sottoscritta con firma digitale, dove dovranno essere riportate almeno le seguenti informazioni:

(con riferimento a chi spedisce l’atto) denominazione esatta e indirizzo;
indicazione del responsabile del procedimento di notificazione e del curatore dell’atto, qualora soggetti diversi;
indirizzo e telefono dell’ufficio presso cui potersi rivolgere;
modalità di acquisizione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata

Sarà inoltre fornita di prassi una copia per immagine del verbale di contestazione (nel caso in cui sia stato compilato su supporto analogico) o, in caso diverso, una copia informatica dello stesso, entrambe comunque sottoscritte sempre con firma digitale.
MULTE VIA PEC: TERMINI PER LA NOTIFICAZIONE

La notificazione di multe via PEC viene considerata valida “nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione […] la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio PEC” (le parti omesse riguardano i riferimenti normativi richiamati).

Si contempla comunque il caso in cui tale meccanismo non possa essere impiegato “per causa imputabile al destinatario“.

Il soggetto notificante tramuta a quel punto tutta la documentazione informatica in cartacea, allegati compresi (incluse anche le ricevute di accettazione e di mancata consegna) e, dopo averne attestata la conformità, “effettua la notifica nei modi e nel rispetto delle forme e dei termini del codice della strada, con oneri a carico del destinatario” (come può fare anche negli altri casi in cui non si possa sfruttare il canale della PEC).

Chiude il testo del decreto (art. 6) la precisazione secondo cui “dall’esecuzione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“. Una rassicurazione importante in un’epoca tutto sommato ancora di crisi economica a livello nazionale.

Fonte: Fleetmagazine.com

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