Diesel, ibrido e elettrico: le motorizzazioni vivono un momento di svolta

Di Marco Castelli

Motori diesel e flotte aziendali: un binomio che, in Italia, sembra essere più che mai saldo. Eppure il dibattito sulla motorizzazione a gasolio e, in generale, sul futuro dei propulsori e del loro impatto ambientale, è al centro della scena mondiale. Anche l’amministrazione Trump ha mostrato interesse sull’argomento.

A fare un po’ di chiarezza sul tema è Pietro Teofilatto, direttore della sezione a lungo termine di Aniasa, in un articolo che pubblicheremo sul prossimo numero di Fleet Magazine (marzo).
UN TEMA “CALDO”

“Gli esperti di automotive vedono l’auto ferma all’incrocio: oscillante tra vecchie e nuove motorizzazioni, in corsa affannosa per ridurre le emissioni di quelle tradizionali e nella speranza di annullarle del tutto con la trazione 100% elettrica” spiega Teofilatto. La svolta elettrica, però, come abbiamo visto nella nostra survey, sembra essere ancora distante. “In attesa della vettura del prossimo decennio, sta di fatto che l’attenzione si è adesso focalizzata, ancora una volta, sulla motorizzazione a gasolio con indagini sulle procedure di omologazione, con divieti di circolazione, aumento della tassazione. Pur mettendo da parte il dieselgate, nell’arco di pochi mesi si sono riscontrate posizioni molto ostili al diesel stesso”.
LA “GUERRA” AL DIESEL

I casi più eclatanti riguardano Parigi e Londra. “La Francia si era già distinta nel 2014, con una netta retromarcia rispetto a decenni di politiche statali che avevano favorito la diffusione del diesel nei segmenti medio-piccoli, arrivata al 62% delle vendite. Come? Semplice, aumentando la tassazione del gasolio. E anche Londra vuole fermare i motori diesel. Il sindaco Boris Johnson ha annunciato che la sua amministrazione sta pensando ad un ticket di accesso all’Area C pari a 20 sterline, indipendentemente dal livello Euro del propulsore a gasolio”.

Anche in Piemonte, però, hanno seguito, in un certo senso, la scia. “Vista la situazione ambientale, a metà febbraio Torino, con un’ordinanza contestata, ha proibito i diesel, non solo quelli più vecchi, ma anche i più recenti Euro 5 ed Euro 6 (leggi, a questo proposito, il nostro approfondimento sulla normativa), quando la presenza delle particelle pm10 nell’aria supera i 150 mcg/m. Arrivati a 180 mcg/m, il blocco sarà invece totale e si salveranno solo le auto elettriche e ibride”.

MOTORI DIESEL E FLOTTE AZIENDALI IN ITALIA

Eppure, in Italia quello tra motori diesel e flotte aziendali è un matrimonio che non conosce crisi. “Se in Europa il diesel si attesta sul 51%, da noi si continuano a vendere più auto a gasolio che a benzina (nel 2016 il 57% del totale, nel 2015 il 55%). Una crescita dovuta in particolare agli acquisti di auto aziendali, specialmente a noleggio a lungo termine, settore nel quale l’incidenza del gasolio arriva all’80% delle immatricolazioni. La scelta è determinata dalle alte percorrenze (la media nel Nlt si attesta sui 30.000 km/anno) e dal fatto che il diesel è ancora oggi il propulsore più efficiente per spesa/rendimento fra quelli a combustione termica” scrive Teofilatto.

“Se appare chiaro che l’intero mercato mondiale è lanciato verso auto elettriche ed autonome, il percorso è ancora lungo e va affrontato con politiche di avvicinamento intelligenti. Siamo di fronte a una trasformazione irreversibile (che interessa la mobilità nel suo complesso) verso soluzioni a maggiore sostenibilità ambientale. Sarà parimenti necessario un approccio sistemico sul tema infrastrutture e supporti all’utilizzo: e lo Stato dovrà fare la sua parte” conclude Teofilatto.

Fonte: Fleetmagazine.com

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