Honda Civic Type R: primo contatto in pista

Abbiamo provato la nuova Honda Civic Type R sul circuito Eurospeedway Lausitz vicino Dresda: le nostre impressioni.

A soli due anni dal debutto del modello precedente, per la Honda Civic Type R è già tempo di rivoluzione, quella che hanno dovuto attuare gli ingegneri nello sviluppo della quinta generazione, rimarcandone l’impronta sportiva quasi estrema con un design appariscente e sofisticato, ma rinnovando all’interno ogni componente della berlina sportiva giapponese. “Offrire l’esperienza di guida più entusiasmante nel segmento delle berline sportive”: questa è stata infatti la linea guida che ha ispirato la nuova Civic Type R, progettata per girare forte in pista ma abbastanza versatile per l’utilizzo quotidiano, grazie anche all’aggiunta della modalità di guida “Comfort” alle già esistenti “Sport” ed “R+”. Più rigida, potente e comoda rispetto al modello che sostituisce, ma soprattutto più veloce di 7 secondi sul giro secco al Nurburgring, dove troneggia tra le auto di serie a trazione anteriore con il tempo di 7’43”80. Non a caso Honda ha scelto il circuito del Lausitzring, in Germania, per farci provare le qualità della vettura sia tra i cordoli del circuito sia sulle strade ed autostrade tedesche, dove, come sappiamo, in molti tratti non ci sono limiti di velocità. Costruita in Inghilterra, negli stabilimenti Honda di Swindon, la nuova Type R sarà in vendita in Italia a partire dal prossimo ottobre nella versione top di gamma GT, all’interessante prezzo di 38.700 euro.
Com’è fatta

Voto 8 Primo contatto

La Honda Civic Type R, disponibile solo con carrozzeria a 5 porte, è più lunga (456 cm), più bassa (143 cm) e più larga (207 cm specchietti laterali inclusi) rispetto al modello precedente. Differenze dovute soprattutto al profilo più aerodinamico, enfatizzato all’anteriore dalla feritoia sul cofano, dalle evidenti prese d’aria e dallo spoiler che “termina” in due alette laterali; tutte soluzione adottate per convogliare ed ottimizzare i flussi d’aria. Anteriore caratterizzato anche dal design che richiama il family feeling della Casa, con il taglio aggressivo dei gruppi ottici anteriori a led e la grossa “H” rossa che identifica la famiglia Type R, mentre sul retro sono la grossa ala ed i tre scarichi centrali asimmetrici a rubare l’occhio. Le novità estetiche nascondono un profondo rinnovamento che parte dalla nuova piattaforma, che ha consentito un risparmio sul peso di 16 kg oltre a vantare una rigidità statica incrementata del 45% e quella torsionale del 37%.

Novità che non hanno risparmiato anche la geometria delle sospensioni adattive indipendenti, MacPherson a doppio perno all’anteriore e multilink al posteriore, che, con il centro di gravità più basso e la maggiore rigidità hanno migliorato le qualità dinamiche della Civic Type R di ultima generazione. Sotto il cofano, alleggerito di 5,3 Kg, ritroviamo con 10 cavalli in più il noto 2.0 turbo VTEC a benzina con doppia fasatura variabile, che ora tocca i 320 CV e ben 400 Nm di coppia disponibili da 2500 a 4500 giri. Grazie alla sua spinta, la Honda Civic Type R copre lo “0-100” in 5,7 secondi e tocca i 272 km/h di velocità massima, con un consumo medio dichiarato di 13 km/l. Motore abbinato al cambio manuale a 6 rapporti. La voce del 2.0 VTEC è naturalmente influenzata dai 3 terminali di scarico, che non hanno solo una funzione estetica: con la velocità diminuisce o aumenta l’intensità del sound, che diventa più aggressivo in fase di accelerazione.

Entrando nell’abitacolo si ritrova lo stile degli interni dei modelli Type R che richiama la primissima Honda con l’emblema rosso, risalente a 25 anni fa. Stile ovviamente improntato più sulla sportività che sul lusso, a partire dalle finiture in carbon-look ed i sedili contenitivi in pelle scamosciata rosso-nera di stampo racing. Inserti rossi presenti anche sul volante in pelle, mentre il pomello del cambio è in lega d’alluminio come la pedaliera. Il quadro strumenti digitale cambia colore ed evidenza delle informazioni a seconda della modalità di guida prescelta, con tachimetro digitale, numero di giri e temperature che in modalità R+ risultano ben visibili su sfondo rosso.

Al centro della plancia c’è il display touch screen da sette pollici con sistema di infotainment integrato dai sistemi Apple CarPlay e Android Auto, poco più in basso i comandi del climatizzatore manuale. Sul fronte sicurezza, sono di serie numerosi i sistemi di ausilio alla guida, come l’avviso anti-collisione con frenata automatica, il cruise control adattativo, rilevamento dell’angolo cieco e del traffico in avvicinamento negli specchietti, il riconoscimento della segnaletica e il sistema di mantenimento automatico della corsia. Pur essendo una sportiva si avverte la proverbiale razionalità giapponese nella gestione degli spazi, soprattutto sedendo davanti, dove si sta larghi, mentre al posteriore qualche problema lo possono avere le persone più alte a causa del tetto spiovente. La capacità del bagagliaio è di 420 litri.
Come va

Ci fosse la sabbia si potrebbe parlare di cattedrale nel deserto, siamo invece al Lausitzring, il circuito scelto da Honda per provare la Civic Type R, che sorge in un’area agricola piuttosto isolata ad una manciata di chilometri di autostrada da Dresda. Come la maggior parte dei presenti rimango affascinato dalla struttura quasi monumentale, con l’imponente tribuna centrale che copre tutto il rettilineo centrale. Tra i cordoli la Civic Type R regala immediatamente fiducia anche a chi, come me, non ha migliaia di chilometri di pista sulle spalle. Schiacciando l’acceleratore drive-by-wire (senza cavo) con manettino in modalità Sport, la spinta è robusta e progressiva fino all’intervento del limitatore, a 7000 giri. L’inserimento in curva preciso è agevolato dal servosterzo elettrico a doppio pignone e rapporto variabile e garantito dalla buona impronta dei pneumatici ribassati Continental (245/30 R2 SportContact 6); solo forzando molto la mano si avverte una leggera tendenza al sottosterzo nei curvoni veloci in appoggio. Passando in modalità R+, si avverte una maggiore durezza nella risposta dello sterzo ma soprattutto del motore, che ingrossa la sua voce regalando una sensazione di guida ancora più coinvolgente, col retrotreno che segue sempre alla perfezione gli inserimenti grazie anche al contributo del differenziale autobloccante.

Solo nelle frenate più volente, garantite dalla tecnologia Brembo, si avverte un leggero alleggerimento del posteriore, ma nulla che possa impensierire chi guida. Peccato per i pochi giri a disposizione, sufficienti comunque a farmi apprezzare le doti da “animali da pista” della nuova Civic Type R. Torniamo in modalità comfort, per apprezzare la guidabilità della sportiva giapponese anche in contesto urbano, che risulta buona per via della risposta morbida del motore e per lo sterzo che si allegerisce, anche se la visibilità posteriore rende quasi obbligatorio l’uso della retrocamera durante le manovre. In questo contesto è sconsigliabile invece usare la modalità R+: l’auto sente ogni minima asperità dell’asfalto rendendo più impegnativo il viaggio. In questo caso la modalità Sport, di default all’accensione, si è rivelata perfetta in città come nei tratti autostradali tedeschi off-limits, dove abbiamo raggiunto rapidamente i 250 km/h.

Fonte: Autoblog.it

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