La Opel diventa francese

Ormai è ufficiale: il Gruppo PSA ha acquisito le attività europee della General Motors, ossia i marchi Opel (Europa continentale) e Vauxhall (nel Regno Unito). PSA, ovvero Peugeot, Citroen e DS, diventa quindi il secondo colosso europeo dell’automobile, posizionandosi dietro a Volkswagen.

Si conosce anche l’importo che verrà pagato da PSA (controllata dalla famiglia Peugeot, dallo Stato francese e dall’industria automobilistica cinese Dongfeng): 2,2 miliardi di euro, che finiranno nelle casse di GM in tre modalità: 650 milioni cash, altrettanti in azioni PSA, e 900 come controvalore delle attività finanziarie di GM Financial. Quest’ultima quota, PSA la verserà assieme al Gruppo bancario francese BNP Paribas (che è, giova ricordarlo, la proprietaria di Arval).

Quale scenario si apre ora nel mercato automobilistico? Nel breve periodo, per il cliente finale, non dovrebbe cambiare nulla, se non il fatto che Opel tornerà protagonista del mercato dopo anni di “vacche magre”: l’azienda di Russelsheim, infatti, chiude in rosso i suoi bilanci da almeno dieci anni, il che si è pesantemente riflesso sulle strategie di sviluppo. Ora, con i capitali francesi e, soprattutto, le sinergie di prodotto, per l’azienda tedesca dovrebbero migliorare sensibilmente le prospettive.

Il risiko delle industrie automobilistiche potrebbe vedere presto altre mosse. FCA, che aveva mostrato negli scorsi anni il suo interesse per Opel, potrebbe effettuare una contromossa ancora più significativa: da tempo infatti l’azienda capitanata da Sergio Marchionne è in trattativa per sposare GM, dando vita, a questo punto, al più grande colosso automobilistico del mondo. Con una visione del mercato sempre più spostata verso ovest, cioè sull’altra sponda dell’Atlantico. Con i soli marchi italiani (più Jeep) a presidiare il Vecchio Continente, la cui importanza strategica si dimostra sempre più marginale.

Opel e PSA sono alleate già da tempo: una gamma intera di nuovi modelli sta per nascere su una piattaforma comune, che è quella della nuova Citroen C3, che verrà utilizzata per la prossima Peugeot 208 e per la futura Opel Corsa. Ma già nei mesi scorsi si è visto il primo frutto del matrimonio in arrivo: la Opel Crossland X, che è una crossover basata su una piattaforma identica a quella delle recenti Peugeot 3008 e 5008. In un futuro prossimo, questo pianale servirà per le nuove Meriva e Zafira. A questo punto, gli accordi industriali e commerciali di Opel con FCA (il Combo è un Doblò con marchio Opel) e con Renault-Nissan (Vivaro e Movano sono cloni di veicoli commerciali della marca francese), andranno a morire. Le sinergie tra PSA e Opel/Vauxhall dovrebbero portare un risparmio di 1,7 miliardi di euro in dieci anni. E il ritorno all’utile di Opel dovrebbe arrivare nel 2020.

Fonte: Fleetblog.it

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